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Come gestire i rischi derivati dall’uso dalle sostanze chimiche

Il regolamento REACH

Reach, il Regolamento dell’UE che fornisce un quadro giuridico sull'uso delle sostanze chimiche nell'Unione Europea, è un riferimento per le aziende che le adoperano. Dato il suo frequente aggiornamento, è necessario per le aziende conoscerlo e rispettarne le prescrizioni, anche grazie al supporto di un ente terzo e imparziale come TÜV Italia.


Aggiornamento Gennaio 2020

L’ECHA, l’Agenzia Europea per le sostanze chimiche, ha ufficializzato il 16 gennaio 2020 l’aggiornamento della Candidate List,  in ambito REACH, aggiungendo tre nuove sostanze a causa della loro tossicità in ambito riproduttivo e una quarta per una combinazione di altre proprietà problematiche. Quest'ultima provoca gravi effetti sulla salute umana e sull'ambiente, dando origine a un livello di preoccupazione equivalente a quello per le sostanze cancerogene, mutagene e reprotossiche (CMR), persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT) e molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB).

La decisione di includere l'acido perfluorobutano solfonico (PFBS) e i suoi sali è stata presa con il coinvolgimento del Comitato degli Stati membri (MSC).


La sensibilità sempre crescente di consumatori e imprese a veder garantito un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente, rende l’attività di normazione nell’ambito delle sostanze chimiche un must. Tanto più che diventa funzionale a promuovere la libera circolazione dei prodotti chimici nel mercato, rafforzandone la competitività e l'innovazione.

Il Regolamento REACH è l‘acronimo di “Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals”, ossia registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche. Esso si applica alle sostanze chimiche utilizzate nei settori più disparati: non solo a quelle utilizzate nei processi industriali, quindi, ma anche a quelle che vengono adoperate quotidianamente, ad esempio nei detergenti o nelle vernici, e quelle presenti in articoli come gli abiti, giocattoli, i mobili e gli elettrodomestici. Il suo campo di applicazione è dunque decisamente esteso.

Oltre a stabilire dei parametri da rispettare e delle indicazioni sull’uso (o la proibizione)di determinate sostanze chimiche, il Regolamento REACH promuove anche metodi alternativi per la valutazione dei pericoli che le sostanze comportano allo scopo di ridurre il numero di test effettuati sugli animali.

Il REACH stabilisce delle regole e demanda alle aziende stesse il controllo: per cui le aziende, siano esse produttrici, importatrici o distributrici devono identificare e gestire i rischi collegati alle sostanze che producono e/o commercializzano nell'Unione europea, quindi, dimostrare come utilizzare tali sostanze senza correre rischi e informare gli utenti delle misure di gestione di tali rischi.

La dimostrazione della sicurezza dei prodotti” – dichiara Michela Gallo, Responsabile del Laboratorio chimico di TÜV Italia – “è uno dei pilastri del rapporto di fiducia fra fabbricante, distributore e consumatore finale. In questo, le diverse società possono trovare in TÜV Italia un partner ideale, in grado di fornire supporto nell’interpretazione del Regolamento e nell’esecuzione delle analisi.

Attività questa, di non sempre facile gestione per le singole società. “Per questo, le imprese trovano in TÜV Italia una guida” – aggiunge Elena Fontana, Project Manager Chemical Testing – “una guida che le affianchi allo scopo di cooperare per la massima trasparenza”.

I concetti di trasparenza e cooperazione sono la chiave per adempiere al meglio al Regolamento, pensando al proprio lavoro in un’ottica di prevenzione e sicurezza ad ampio spettro, per le persone e per l’ambiente. Anche per questo motivo ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche e promotrice del Regolamento, si impegna costantemente a disciplinarne gli usi e a collaborare con Commissione Europea, governi e organizzazioni internazionali per individuare le sostanze che suscitano preoccupazioni e prendere decisioni in merito al loro uso.

Aggiornamento Luglio 2019

L’ECHA, l’Agenzia Europea per le sostanze chimiche ha ufficializzato il 16 luglio 2019 l’aggiornamento della Candidate List che, con l’introduzione di 4 nuove sostanze, conta ora 201 voci. Maggiori informazioni sono disponibili a questa pagina del sito dell’Agenzia.

L'ECHA ha aggiunto queste quattro sostanze all'elenco delle SVHC (Substance Very High Concern) a causa della loro tossicità riproduttiva, dell'interruzione del sistema endocrino, con effetti gravi per la salute umana e per l'ambiente.

Aggiornamento Marzo 2019

Il recente Reg. (UE) 2018/2005, emanato dalla Commissione Europea, modifica l’allegato XVII del Regolamento REACH 1907/2006 (restrizione nr 51).

Tale modifica stabilisce ufficialmente che i quattro ftalati DEHP, DBP, BBP e DIBP comportano un rischio inaccettabile per la salute umana se presenti in materiali plastificati (la cui definizione si amplia, arrivando a includere non soltanto i materiali polimerici ma anche materiali come vernici, inchiostri, stampe, adesivi, finiture, gomme, ecc.) in concentrazione maggiore a quanto specificato dalla normativa.

In particolare, vale quanto segue:

  • DEHP, DBP, BBP e DIBP non possono essere utilizzati nei giocattoli e negli articoli di puericultura (articoli per conciliare il sonno, il rilassamento, l’igiene, il nutrimento e la suzione dei bambini), come sostanze o in miscele, singolarmente o in qualsiasi combinazione in una concentrazione pari o superiore allo 0,1 % in peso del materiale plastificato.
  • DEHP, DBP e BBP non possono essere immessi sul mercato, nei giocattoli o negli articoli di puericultura, singolarmente o in qualsiasi combinazione in una concentrazione pari o superiore allo 0,1 % in peso del materiale plastificato.
  • Il DIBP non può essere immesso sul mercato dopo il 7 luglio 2020 nei giocattoli o negli articoli di puericultura, singolarmente o in qualsiasi combinazione con DEHP, DBP e BBP, in una concentrazione pari o superiore allo 0,1 % in peso del materiale omogeneo.
  • DEHP, DBP e BBP non possono essere immessi sul mercato sempre dopo il 7 luglio 2020 in articoli, singolarmente o in qualsiasi combinazione, in una concentrazione pari o superiore allo 0,1% in peso del materiale plastificato contenuto nell'articolo.

Il regolamento, infine, esplicita anche articoli e categorie esentati dall’applicazione.

In generale, nel caso in cui i rischi derivanti dall’uso delle sostanze soggette a restrizione non siano gestibili, le autorità hanno la facoltà di bandirle, di imporre limitazioni al loro uso e nel lungo termine le sostanze più pericolose devono essere sostituite con sostanze meno pericolose.

Fonte:

  1. https://echa.europa.eu/it/regulations/reach/understanding-reach
  2. https://europa.eu/european-union/about-eu/agencies/echa_it

Per approfondire:

  1. Analisi chimiche
  2. Analisi REACH

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