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Imballaggio e smaltimento nell'economia circolare

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Le normative ambientali sono ormai molto rilevanti nella scelta di alcuni indirizzi strategici in ambito produttivo. Nella maggioranza dei Paesi industrializzati sono stati introdotti precisi regimi di Responsabilità Estesa del Produttore, volti ad assicurare una riduzione dei rifiuti e un riciclo a fine vita dei materiali, secondo un’ottica di economia circolare.

A cura di Pierluigi Gorani, Sales Manager Interseroh


ll trasferimento da un'economia lineare ad una circolare è ormai diventato necessario. Nell'economia circolare, i beni vengono prodotti, consumati, riciclati e riutilizzati; di conseguenza, una strategia circolare propone un modello produttivo virtuoso in termini di utilizzo delle risorse. Un esempio emblematico è quello riferito agli imballaggi utilizzati per confezionamento, manipolazione, presentazione, trasporto, distribuzione di tutte le merci. Per questi prodotti i principi di responsabilità estesa, a cui è sotteso il principio di “chi inquina paga”, prevedono che colui che immette sul mercato i prodotti imballati si debba occupare della raccolta dei rifiuti di imballaggio per destinarli ad essere recuperati, scongiurando la loro dispersione nell’ambiente. Questa responsabilità viene spesso delineata dalle normative dei singoli Paesi attraverso l’obbligo di aderire a consorzi di recupero e versare dei contributi economici stabiliti in ragione della tipologia e quantità degli imballaggi utilizzati per la commercializzazione delle proprie merci. In ambito europeo, la Direttiva 94/62/CE, la prima in materia di gestione responsabile degli imballaggi è stata promossa alla fine del 1994 e di conseguenza i vari Paesi (anche l’Italia con il Sistema Conai) hanno da tempo adottato regolamentazioni in merito.

In questi ultimi anni però stiamo assistendo ad una serie di modifiche che ampliano il campo dei soggetti obbligati e definiscono obblighi più impegnativi.

La nuova Direttiva 2018/852 relativa agli imballaggi

Entro il 2020 in Italia verrà concluso l’iter di recepimento di una nuova serie di normative europee “ambientali” che avranno un decisivo impatto sulla gestione dei rifiuti in generale e in particolare sui rifiuti di imballaggio.

Ad esempio, i nuovi obiettivi di riciclo saranno i seguenti:

  • Entro il 31 dicembre 2025, 65% in peso di tutti i rifiuti di imballaggio
  • Entro il 31 dicembre 2030, 70%in peso di tutti i rifiuti di imballaggio

Decine di leggi in vigore e di lingue differenti, obiettivi di riciclo autonomi e aggiornamenti costanti, rendono le norme vigenti nei Paesi non sempre trasparenti. Allo stesso tempo, la non conformità a tali norme espone le aziende al rischio di pesanti sanzioni.

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Un caso su tutti: la Germania

Il 1° Gennaio 2019 è entrato in vigore il German Packaging Act.

Dal 1° gennaio 2019, le aziende che immettono merce imballata sul mercato tedesco dovranno registrare i propri prodotti nel database LUCID presente sul portale dell’Agenzia Nazionale per la Registrazione degli Imballaggi prima che questi vengano commercializzati. 

Lo scopo di tale decreto è di favorire la diminuzione degli imballaggi, la riduzione di sostanze pericolose e la gestione della raccolta differenziata per il recupero ed il riciclaggio dei materiali.

Il decreto prevede che i produttori e i distributori di merce confezionata destinata al consumatore finale e alle categorie assimilabili al consumatore finale (imprese artigiane, locali gastronomici, alberghi, mense, enti amministrativi, caserme, ospedali, istituti scolastici etc.) rispettino l’obbligo di garantire la raccolta differenziata tramite l’iscrizione ad un sistema duale.

Dopo la Registrazione, le aziende dovranno trasmettere una serie dettagliata di dati inerenti materiale e quantità degli imballaggi, nome del Sistema Duale di riferimento e data di adesione allo stesso. I “sistemi duali” sono società private che operano sul territorio nazionale e che garantiscono un servizio di raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio. Si chiama “sistema duale” perché è complementare al sistema di raccolta dei rifiuti ordinari.

Il trend segnato da questo decreto è quello di muoversi verso un packaging più sostenibile grazie all’incremento degli obiettivi di riciclo con l’aggiunta, in futuro, di tenere conto di criteri ecologici per la determinazione dei propri oneri di partecipazione.


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Conosci l’esperto

 

pierluigi-gorani-tuv-sudPierluigi Gorani

Pierluigi Gorani, classe ’72, da oltre vent’anni appassionato di packaging con un’esperienza sia all’interno dei consorzi di filiera del sistema Conai, sia come responsabile ambientale in ambito confindustriale. Recentemente ha allargato i propri orizzonti abbracciando l’approccio internazionale di Interseroh, multinazionale tedesca che eccelle per la gestione dei rifiuti di imballaggio a livello Europeo.

Da sempre fedele al motto di Lavoisier “…nulla si distrugge, tutto si trasforma” considera il packaging come uno dei prodotti più pervasi dell’economia moderna con le maggiori potenzialità tra i manufatti in grado di essere recuperati e/o riciclati e fare da apripista per un’evoluzione positiva in termini ambientali anche per altri settori.

Il nostro esperto è attualmente impiegato presso Interseroh Service Italia, con il compito di sviluppare le competenze in tema di packaging internamente la società e seguire la normativa tedesca per la gestione dei rifiuti di imballaggio al fine di fornire un adeguato supporto ai clienti nazionali che esportano in questo mercato. TÜV Italia, in collaborazione con Interseroh, è in grado di offrire un servizio mirato di assistenza per la migliore gestione dei vostri imballaggi con particolare attenzione ai seguenti aspetti:

  • ·valutazione della conformità alla normativa nazionale in riferimento agli aspetti contributivi Conai
  • analisi delle normative vigenti dei singoli Paesi europei per la gestione dei propri rifiuti di imballaggio
  • consulenza per la valutazione ambientale degli imballaggi utilizzati in azienda

 

 

 

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